Testimoni della fede

Padre Martino Capelli: il martirio non si improvvisa

La domanda di martirio che Martino Capelli scrive alla Madonna di Guadalupe nel 1931 non è un impulso, ma il frutto di una vocazione maturata negli anni. Nei suoi Scritti spirituali il martirio è presenza costante: desiderio di offrirsi «quando, dove, come» Dio vorrà. La sua consacrazione a Maria – «essere tutto di Gesù per Maria» – orienta ogni scelta. Alla Botte di Pioppe di Salvaro il suo olocausto si compie: braccia aperte, benedice gli innocenti colpiti dall’odio. Il martirio non fu un caso, ma il compimento di una vita donata.

Attualità

Icona di Monte Sole: nella luce della Risurrezione

L’icona, collocata a Casaglia di Monte Sole, mostra il Cristo risorto che spezza le porte della morte e trae con sé Adamo ed Eva, segno che la vita rinasce dove tutto sembra perduto. Accanto ai giusti dell’Antico Testamento compaiono le vittime degli eccidi del ’44: donne, bambini, anziani e i loro pastori martiri, da don Ubaldo a don Elia e padre Martino. È l’umanità ferita che Cristo afferra per mano. Monte Sole diventa così un’icona vivente della Pasqua: la vittoria della Croce e la beatitudine dei piccoli che oggi ci accolgono “della vita che non finisce”.

Testimoni della fede

Il viaggio del «caro librettino»: il diario di don Elia Comini

Il diario di don Elia Comini, iniziato a Valsalice il 31 dicembre 1927, è più di un taccuino: è lo specchio in cui educa se stesso alla santità. Dalle prime pagine, segnate da una “trasparenza ottimista”, fino ai propositi più esigenti degli anni della formazione, emerge un’anima che si offre come “vittima espiatoria”. L’ultima nota del 22 luglio 1944, scritta a Salvaro, rivela il sacrificio finale della volontà. Questo diario, riemerso nel 1980, mostra che il martirio fu il compimento di un lungo cammino interiore, la luce di «Elia con il sole sul cuore».

Testimoni della fede

Don Elia Comini, educatore secondo il cuore di Don Bosco

Don Elia Comini fu un educatore buono e paziente, capace di unire disciplina e amicizia. A Chiari e Treviglio accompagnò soprattutto gli studenti più fragili, senza mai umiliarli: «con quelli più ritardati usava tutta la sua bontà e pazienza». Nel cortile diventava guida e confidente, “una chioccia” attorno a cui i ragazzi si stringevano. La sua autorevolezza nasceva dalla carità quotidiana, documentata nei suoi propositi: «il principale sarà la carità». La sua pedagogia della presenza trovò compimento nel dono totale della vita a Monte Sole.

Attualità

Programma della Beatificazione

Il programma delle celebrazioni per la beatificazione dei martiri di Monte Sole (19 settembre–13 ottobre 2026) intreccia memoria, preghiera e impegno di pace. Mostre, conferenze e presentazioni aiutano a riscoprire la testimonianza di don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli. I giorni del loro martirio sono segnati da pellegrinaggi, Messe e commemorazioni nei luoghi dell’eccidio, fino alla solenne beatificazione del 27 settembre in San Petronio. Un cammino ecclesiale che unisce storia, fede e riconciliazione.

Testimoni della fede

Don Ubaldo Marchioni: il buon pastore di Monte Sole

Don Ubaldo Marchioni, 26 anni, parroco di San Martino e Casaglia, scelse di restare accanto alla sua gente mentre Monte Sole veniva accerchiato. «Se resta la mia gente, io debbo restare con loro», disse rifiutando la fuga. Il 29 settembre 1944 guidò i suoi parrocchiani nella preghiera, cercò di proteggerli e di mediare con le SS, ma fu separato dal gruppo e ucciso ai piedi dell’altare, accanto alla pisside forata dai proiettili. La sua vita, segnata da fraternità sacerdotale e dedizione totale, si compì nel sacrificio condiviso con il suo popolo.

Testimoni della fede

Don Elia Comini e Padre Martino Capelli: fratelli nel martirio

Il 29 settembre 1944, mentre le SS devastano Monte Sole, alla Creda vengono uccise 69 persone, «la più piccola di 14 giorni». I superstiti raggiungono Salvaro e don Elia Comini, unico sacerdote in grado di decidere, «ancora in paramenti sacri, prostrato all’altare», prepara tutti alla morte e nasconde decine di uomini salvandoli. Con padre Martino Capelli sceglie poi di andare incontro ai feriti: «Dobbiamo andare; il Signore ci chiama». Catturati, torturati e infine uccisi alla Canapiera il 1° ottobre, trasformano la loro ultima ora in preghiera: don Elia intona le Litanie, padre Martino muore benedicendo. Il loro martirio resta «atto finale di una vita santa, tutta spesa nel bene».

Attualità

La memoria ecclesiale degli eccidi di Monte Sole

Il massacro di Monte Sole (29 settembre–5 ottobre 1944), in cui furono uccise 780 persone, rimase a lungo avvolto da un silenzio pesante: «i superstiti non riuscirono più a tornare a vivere nei luoghi devastati» e la memoria pubblica si spostò su Marzabotto, separando «luogo della storia» e «luogo della memoria». Solo dagli anni Settanta la Chiesa di Bologna iniziò a rileggere quei fatti, grazie a figure come mons. Dardani e don Gherardi, fino a riconoscere nei cinque sacerdoti uccisi una testimonianza di fede condivisa «non per le comunità, ma con le comunità». Monte Sole oggi è un luogo teologico che interroga ancora il silenzio di Dio davanti all’innocenza schiacciata.

Testimoni della fede

Don Elia Comini – Padre Martino Capelli – Don Ubaldo Marchioni

Don Elia Comini, salesiano, donò la vita come “buon pastore” restando accanto alla sua gente durante gli eccidi di Monte Sole. Catturato mentre portava l’Eucaristia ai feriti, fu umiliato, torturato e ucciso il 1° ottobre 1944, pregando e gridando “Pietà!”. Accanto a lui morì padre Martino Capelli, dehoniano, che negli ultimi istanti invocò “Perdono” e tracciò un grande segno di croce. Don Ubaldo Marchioni, giovane parroco, cadde il 29 settembre ai piedi dell’altare per proteggere le Ostie consacrate. Tre vite consumate nell’amore pastorale fino al martirio.

Attualità

Monte Sole, il tesoro della memoria

La beatificazione dei tre sacerdoti martiti invita la Chiesa a risalire spiritualmente Monte Sole per riscoprire un tesoro di sangue innocente e di pace. La loro memoria non appartiene a una parte, ma all’intera comunità: è un appello a stare sempre dalla parte delle vittime e a trasformare il dolore in impegno. In un mondo lacerato dall’odio, questi pastori martiri ci richiamano alla scelta radicale di essere artigiani di pace, disarmando cuori e mani con la forza mite del Vangelo. La lettera dell’Arcivescovo di Bologna, Card. Matteo Maria Zuppi.

Testimoni della fede

L’«ateismo di espiazione» di Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa, dopo il suo “sì” alla chiamata divina, visse una lunga “notte dello spirito”, documentata nelle sue lettere: un profondo desiderio di Dio unito alla sensazione dolorosa di essere da Lui rifiutata. Questa oscurità, con rare pause, l’accompagnò per tutta la vita, diventando per lei partecipazione alla sofferenza di Cristo. Come Padre Pio, univa intensa azione caritativa e profonda aridità interiore, vissuta nel silenzio per non attirare attenzione su di sé. Questa prova, lungi dal negare la sua fede, ne fu il vertice: una solidarietà mistica con i “senza Dio”, che la rese capace di portare luce proprio nell’oscurità del mondo.

Attualità

Amare fino al martirio

Il 27 settembre 2026 la Chiesa proclama Beati don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli, giovani sacerdoti uccisi a Monte Sole tra il 29 settembre e il 1° ottobre 1944 mentre pregavano, consolavano e restavano accanto alle loro comunità sterminate. Il loro martirio, come ricorda Papa Leone XIV, è speranza disarmata: testimonianza che il bene vince il male. Questa memoria ci invita a custodire i loro nomi e a lasciarci convertire dall’esempio di chi ha amato fino alla fine.

Spiritualità

La bontà delle creature e di tutto

Riflettiamo sulla bontà delle creature della terra e della creazione nel suo insieme. Attraverso il Salmo 8, si evidenzia la dignità regale dell’essere umano e il suo ruolo di custode, non di padrone, della vita sulla terra. Tuttavia, l’uomo ha iniziato a distruggere ciò che gli era stato affidato. Proviamo a riscoprire il senso del sabato come giorno di armonia, limite e rispetto per la natura.

Spiritualità

Cercansi fornitori di ali

La cronaca di giovani che girano armati rivela fragilità, insicurezza e bisogno di appartenenza, aggravati da parole violente che feriscono quanto le lame. Don Bosco ricordava che solo l’educazione può trasformare le periferie esteriori e interiori. Come il falco che vola solo quando il ramo viene tagliato, l’adolescenza è una seconda nascita: richiede lasciare la protezione familiare e scoprire le proprie ali. Genitori ed educatori devono restare presenti, sintonizzati, capaci di trasmettere equilibrio, ascolto e fiducia, aiutando i ragazzi a riconoscere emozioni, punti di forza e obiettivi, per imparare a volare senza cadere.

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