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Don Elia Comini fu un educatore buono e paziente, capace di unire disciplina e amicizia. A Chiari e Treviglio accompagnò soprattutto gli studenti più fragili, senza mai umiliarli: «con quelli più ritardati usava tutta la sua bontà e pazienza». Nel cortile diventava guida e confidente, “una chioccia” attorno a cui i ragazzi si stringevano. La sua autorevolezza nasceva dalla carità quotidiana, documentata nei suoi propositi: «il principale sarà la carità». La sua pedagogia della presenza trovò compimento nel dono totale della vita a Monte Sole.
Il programma delle celebrazioni per la beatificazione dei martiri di Monte Sole (19 settembre–13 ottobre 2026) intreccia memoria, preghiera e impegno di pace. Mostre, conferenze e presentazioni aiutano a riscoprire la testimonianza di don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli. I giorni del loro martirio sono segnati da pellegrinaggi, Messe e commemorazioni nei luoghi dell’eccidio, fino alla solenne beatificazione del 27 settembre in San Petronio. Un cammino ecclesiale che unisce storia, fede e riconciliazione.
Don Ubaldo Marchioni, 26 anni, parroco di San Martino e Casaglia, scelse di restare accanto alla sua gente mentre Monte Sole veniva accerchiato. «Se resta la mia gente, io debbo restare con loro», disse rifiutando la fuga. Il 29 settembre 1944 guidò i suoi parrocchiani nella preghiera, cercò di proteggerli e di mediare con le SS, ma fu separato dal gruppo e ucciso ai piedi dell’altare, accanto alla pisside forata dai proiettili. La sua vita, segnata da fraternità sacerdotale e dedizione totale, si compì nel sacrificio condiviso con il suo popolo.
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